Soleimani, una figura chiave nella lotta di resistenza contro il dominio di Stati Uniti ed Israele

Soleimani, una figura chiave nella lotta di resistenza contro il dominio di Stati Uniti ed Israele

di Luciano Lago

Approssimandosi l’anniversario della barbara uccisione del generale Qasem Soleimani che è stata effettuata dagli Stati Uniti nel gennaio di questo anno, nella rievocazione di tale evento, vogliamo ricordare la sua figura e analizzare il motivo che ha spinto americani e israeliani a progettare la sua eliminazione.
Il generale Soleimani è stato assassinato perché era una figura chiave nella lotta contro i terroristi sostenuti dagli Stati Uniti, dalla NATO e da Israele.

Lui, Soleimani ha avuto un ruolo fondamentale nel disinnescare le trame di Washington e di Tel Aviv nella regione del Medio Oriente e nel determinare il fallimento della strategia americana di balcanizzazione della regione.
Questa strategia, concepita dai grandi strateghi di Washington, come loro stessi hanno dichiarato, era elaborata per avere il dominio delle regione e stabilire la sicurezza di Israele contro i paesi che si sono sempre opposti al piani di occupazione della elite sionista. Tale strategia faceva leva sui gruppi terroristi jihadisti, al Quaeda , al-Nusra, Jabhat Fatah Al-Sham, ISIS e altri similari, come vere e proprie truppe mercenarie con il compito di destabilizzare i paesi come la Siria, l’Iraq e il Libano per favorire l’intervento e l’occupazione militare delle forze degli USA e della NATO.

Il Generale Soleimani quando era fra i suoi soldati

Per questo motivo il generale Soleimani era stato preso di mira da tempo per la sua eliminazione, dal Pentagono, dalla CIA e dal Mossad Israeliano.
Con una classica azione da terrorismo di Stato, gli statunitensi hanno assassinato il generale Soleimani, comandante della Forza Quds del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, insieme ad Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo dell’Hashd al-Sha’abi iracheno, e i loro compagni, bombardando i loro veicoli fuori dall’aeroporto internazionale di Baghdad il 3 gennaio.
L’atto di terrorismo è stato attuato sotto la direzione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con il Pentagono che si è assunto la responsabilità dell’attacco, dopo aver attirato il generale ed il suo staff in una trappola, mascherata da trattativa diplomatica, in violazione di qualsiasi regola di diritto internazionale.

Celebrazioni del genrale Soleimani avvenute a Baghdad

Il generale Soleimani viene visto oggi come un martire dalle persone in cerca di libertà nel mondo, come la figura chiave che aveva sconfitto l’ISIS (Daesh) , il gruppo terroristico più famoso del mondo, nelle battaglie in Medio Oriente. Un gruppo che contava con le molte complicità con i servizi di intelligence dei paesi occidentali (USA e Gran Bretagna), con l’Arabia Saudita e con il Quatar. Complicità che sono state clamorosamente confessate da molti esponenti di questi paesi fra i quali l’ex premier del Qatar e confermate dalle e-mail desecretatedella Hillary Clinton.

Gli Stati Uniti assassinano chiunque sia visto come una minaccia al proprio disegno per il controllo delle altre nazioni, per lo sfruttamento delle loro risorse, così che ricorrono di fequente alle eliminazioni mirate ed hanno una lunga tradizione per questi omicidi.
Qualsiasi combattente per la libertà che dimostra di essere un capo carismatico e di aver ottenuto approvazione e successo nelle sue azioni, viene considerato un obiettivo da eliminare dalle forze americane e israeliane.
Non a caso è stato colpito Soleimani che aveva avuto per primo l’intuizione di riunire le forze della resistenza in un unico fronte ed aveva ottenuto grandi successi nella lotta contro i terorristi mercenari dell’imperialismo USA.
Tuttavia l’Imperialismo americano ed il sionismo suo alleato hanno fallito i loro calcoli e non hanno considerato le coseguenze della loro azione omicida.
Le conseguenze sono quelle della indignazione e della accresciuta volontà di resistenza contro gli usurpatori e dominatori del mondo. Così tutto il popolo ed il parlamento iracheno hanno richiesto, a gran voce e con manifestazioni di massa, il ritiro delle forze occupanti americane e in tutta la regione e si chiede di mettere fine all’occupazione americana ed al saccheggio delle risorse dei paesi e dei popoli, dalla Siria allo Yemen, alla Palestina.
La figura ormai mitica del martire Qasem Soleimani infiamma ed ispira le lotte dell’Asse della Resistenza e rappresenta un mito per i combattenti ed i popoli anche al di fuori dei confini della regione. Un esempio di combattente, martire e di eroe che Washngton non riuscirà a cancellare o a far dimenticare.

veronulla

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