Conte, amareggiato per essere stato esautorato da Renzi, pronto a giocarsi la carta delle elezioni con un suo partito

di Luciano Lago

Lo avevano sottovalutato ma l’avvocato di Volturara Appula, dopo la sua inutile resistenza per non schiodarsi dalla poltrona di presidente del Consiglio, si gioca la sua ultima carta: piuttosto che cedere il posto ad un governo istituzionale, Conte sceglie le elezioni candidandosi con un suo partito.
Questa mossa l’aveva subdorata anche il segretario del PD Zingaretti che era uscito nero dalla riunione per le consultazioni, considerando quella di Conte una mossa scorretta, un tradimento che rischia di danneggiare il PD. La politica tuttavia non ammette errori e chi li fa li paga. Zingaretti ed il PD si erano adagiati sul “Conte ter” ed avranno con molta probabilità la giusta punizione.

Se non si procede ad un governo istituzionale, vista la confusione di chi ci sta e chi si tira indietro, il presidente Mattarella (suo malgrado) sarà costretto a sciogliere le camere ed i perdenti sicuri saranno il PD di Zingaretti e i 5 Stelle di Di Maio che sono letteralmente terrorizzati nel dover affrontare una campagna elettorale dove hanno possibilità minime di ritornare in Parlamento. Il gruppo parlamentare più trasformista nella storia della Repubblica avrà un bel da fare a inventarsi nuove promesse per mascherare la propria sconfitta.

Alcuni di loro (5 Stelle) pur di non andare a casa, sono disposti a votare anche un nuovo governo con Renzi. Questa possibilità viene schifata anche da Di Battista che minaccia scissioni e la questione si fa più complicata.
Ancora peggio Zingaretti il quale sperava di tirare fino alla fine della legislatura e procedere nelle 500 nomine previste, fra cui, importantissima, quella del nuovo Capo dello Stato.

Di Maio e 5 stelle alle consultazioni

La compagine di governo non sa che pesci prendere e si aggrappa alla possibilità di un incarico istituzionale come ultima chance.
Nel frattempo la crisi economica incombe, il paese annaspa e le categorie economiche più esposte, dai ristoratori agli albergatori, piccoli commercianti, ambulanti, titolari di palestre, agenzie di viaggio, eventi, teatri, ecc.. sono ormai sottacqua in attesa di una dichiarazione di fallimento o di aiuti di stato che mai arrivano.
Gli avvoltoi della grande finanza e delle multinazionali volteggiano sull’Italia sentendo l’odore delle grandi occasioni di svendita ai saldi, così che la previsione fatta da alcuni di un prossimo arrivo delle grandi catene internazionali che compreranno ai saldi le attività economiche delle imprese italiane, dagli alberghi alla ristorazione ed al cibo, diventano sempre più reali.

Forse è proprio questo che si voleva e la pandemia, l’emergenza e la crisi, servivano a tale fine.
Qualcuno però prima o poi la dovrà pagare.

veronulla

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