Terrorismo da Nizza a Lampedusa: connessioni e complicità

Terrorismo da Nizza a Lampedusa: connessioni e complicità

di Luciano Lago

L’attentato alla basilica di Notre Dame a Nizza ad opera del fanatico jihadista tunisino, sbarcato in Italia, è un fatto che riapre la questione terrorismo/immigrazione in Europa.
Non è certo il primo caso, era già successo più volte e in particolare viene da ricordare il caso dell’altro tunisino, Anis Amri, il terrorista che partecipò all’attacco contro i mercatini di Natale a Berlino, costato la vita a decine di persone che si trovavano sul posto. Anche in quel caso fu un tunisino sbarcato in Italia, passato poi in Germania per compiere attacchi terroristici e rientrato in Italia dove, a Sesto San Giovanni, fu intercettato e ucciso da una pattuglia di polizia italiana che aprì il fuoco per neutralizzarlo. Senza menzionare altri casi menoiì clamorosi ma ugualmente significativi.

Ci sono varie lezioni da apprendere da quest’ultimo caso.

Primo: Si conferma che nel flusso migratorio che si svolge attraverso barconi e barchini dalla Tunisia verso l’Italia, oltre ai migranti economici, ci sono elementi terroristi mescolati ai migranti che utilizzano la tratta per sbarcare in Europa. Questo smentisce le affermazioni fatte in passato dai politici della sinistra italiana governativa secondo i quali non ci sono terroristi sui barconi (Gentiloni, Renzi, Alfano, ecc..).
Secondo: La diffusione delle cellule del terrorismo in Europa si sta progressivamente attuando nel silenzio e nella complicità degli ambienti politici dei paesi europei o per inerzia, come nel caso dell’Italia, o per complicità, come nel caso della Francia e del Belgio, paesi che hanno fornito appoggio, supporto e fornitura di armi ai gruppi terroristici salafiti che hanno operato in Medio Oriente, in particolare in Siria ed in Iraq, per rovesciare governi sovrani come quello di Bashar Assad in Siria.
Questo appoggio oltre ai paesi europei è stato fornito anche da USA, Turchia, Arabia Saudita e Israele, sempre con la stessa finalità di attuare cambi di regime o balcanizzazione di paesi come la Siria, favorendo l’instaurazione di un califfato di tipo saudita/wahabita, come risulta da molti documenti desecretati. Una strategia che è chiaramente fallita grazie alla resistenza del popolo siriano, libanese e iracheno ed all’intervento della Russia e dell’Iran.

Istruttori USA in campi di addestramento per terroristi

Risultano quindi fuori luogo e del tutto false, oltre che ipocrite, le affermazioni fatte da personaggi come il francese Emmanuel Macron il quale sale sul podio e rivendica la lotta contro il terrorismo radicale islamico, proprio lui che rappresenta un paese che è stato complice dichiarato e sostenitore del terrorismo jihadista quando questo serviva per i suoi obiettivi geopolitici.
Ancora peggio risultano le dichiarazioni fatte da esponenti della destra conservatrice filo atlantista in Italia, come Matteo Salvini, il leader della Lega, il quale ha testualmente dichiarato: “Ora con i parlamentari della Lega a Roma all’Ambasciata di Francia, paese sotto attacco dalla violenza bestiale del terrorismo islamico. Oggi siamo tutti francesi senza se e senza ma serve un impegno di tutti per sradicare dall’Italia e dall’Europa il fanatismo di chi uccide in nome dell’Islam. No alla sharia in Europa tolleranza zero contro gli Stati canaglia come l’Iran, chiusura dei luoghi di culto……”
Il falso di Salvini appare clamoroso: Gli stati canaglia che appoggiano il terrorismo sono stati e sono l’Arabia Saudita, la Turchia, oltre agli stessi Stati Uniti e alla NATO che hanno apertamente appoggiato quelli che chiamavano “terroristi moderati” ,forse perchè sgozzavano le loro vittime in maniera più soft rispetto agli altri.
La Siria, l’Iran e il Libano degli Hezbollah sono stati i paesi e le formazioni che hanno combattuto aspramente il terrorismo pagando un grande tributo di sangue. Indicare l’Iran, sciita, fortemente ostile all’Arabia Saudita, quest’ultima ispiratrice del wahabismo/salafismo (l’ideologia dell’ISIS) e finanziatrice e sostenitrice dei gruppi terroristi, è una falsificazione evidente della realtà che dimostra la subordinazione di Salvini (e della destra filoatlantista italiana, idem alla sinistra di PD e soci) alla narrazione propagandistica degli USA e di Israele.

Combattenti di Hezbollah difendono Chiese cristiane in Siria

Le comunità cristiane della Siria, salvate dall’intervento dell’Esercito siriano e da Hezbollah, questi concetti li hanno ben impressi e non lo dimenticano. In particolare non hanno dimenticato chi ha armato e sostenuto i terroristi jihadisti che volevano la loro distruzine e annientamento.
Salvini, Meloni e soci dovrebbero andare a visitare quelle comunità e parlare con loro per chiarirsi le idee e ridurre la loro ignoranza a meno che sia una voluta malafede per ossequiare i loro referenti di Wasahington e Tel Aviv.

veronulla

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