Putin scopre il bluff della NATO ed il gioco sporco di Washington con l’Ucraina

Putin scopre il bluff della NATO ed il gioco sporco di Washington con l’Ucraina

di Luciano Lago

Il suono sinistro delle artiglierie in Europa proviene dall’Ucraina, da un conflitto dimenticato che da ultimo rischia di degenerare in una guerra aperta e distruttiva.
Se la NATO vorrà spingere fino in fondo la strategia di provocazione contro la Russia, quello che appare sicuro è che Mosca vuole a sua volta mettere alla prova e scoprire il bluff della NATO. Il fatto che la NATO sostiene e fomenta la voglia dell’Ucraina di partire con una offensiva generale contro le repubbliche del Donbass e contro la Russia è ormai un dato acquisito da tutti gli osservatori. La NATO istiga gli ucraini alla guerra salvo poi coprirsi con vari pretesti per non esporre le proprie forze ad una forte reazione russa.
Vladimir Putin si muove per smascherare il gioco sporco degli USA e della NATO di mandare in avanti l’Ucraina come testa d’ariete per sfondare le difese dei filo russi nel Donbass. Questa è la spiegazione dell’accumulo impressionante di forze militari della Russia vicino alle frontiere ucraine.
Se le forze ucraine, supportate dalla NATO, varcheranno la linea rossa che corrisponde alla linea di demarcazione fra le repubbliche del Donbass e l’Ucraina, così come la frontiera fra Crimea e Ucraina, allora troveranno pane per i loro denti e la reazione russa si prevede che sarà molto dura.

Forze ucraine

La situazione si è fatta incandescente sulla linea di demarcazione con i continui tiri di artiglieria delle forze ucraine su obiettivi civili, con feriti e vittime sul fronte del Donbass, fra gli altri un bambino di sei anni, una scuola colpita e, a questi tiri, è seguita negli ultimi giorni una ritorsione dei separatisti che ha colpito le postazioni ucraine.
Questo il messaggio esplicito di Mosca: non c’è più spazio per trattare con l’Ucraina che ormai ha tutte le caratteristiche di uno stato canaglia e fallito, alle strette dipedenze di Washington.
Un governo quello di Kiev che di fatto, il 24 Marzo, ha dichiarato guerra alla Russia con il decreto legge approvato dalla Duma che impegna le sue forze a riprendere il controllo della Crimea, territorio della Federazione Russa a tutti gli effetti. Un atto formale di dichiarazione di guerra occultato dai media occidentali che spiega il motivo della reazione russa.
Gli esperti miltari danno uno spazio di poche ore all’esercito ucraino prima che questo sia fatto a pezzi dalle difese russe, qualora vogliano varcare la linea fra Ucraina e Crimea.
Gli sguardi sono adesso tutti sull’Ucraina che si muoverà (come si può stare certi) su ordine di Washington.
Fra i due contendenti c’è l’Europa di mezzo e i governi europei che se ne stanno in silenzio e fingono di non vedere e non accorgersi di nulla, salvo accodarsi ad ogni direttiva USA, nel loro abituale ruolo di vassalli dell’Impero, con i governi europei che si dimostrano privi di una propria sovranità politica.
La Russia ha lasciato in chiaro che si schierera’ a difesa delle repubbliche del Donbass e non abbandonerà i cittadini russi (circa 300.000) che vivono in quelle regioni. Moca ha cambiato tattica ed adesso risponde colpo su colpo, difende le sue posizioni e quelle dei suoi alleati e non permette al nemico di procedere con passi in avanti. Nessun dialogo con gli arroganti occidentali.

Forze corazzate russe

Gli statunitensi sono i veri istigatori di una guerra di Kiev contro la Russia e sono loro che stanno sobillando una prossima offensiva .
Non è però facile capire chi siano coloro che hanno in mano il pallino delle decisioni a Washington, non certo Biden ma i personaggi neocon che i muovono dietro di lui e che determinano le decisioni.
Tuttavia non si può escludere che il deep State sia intenzionato anche a provocare un conflitto con la Russia e questo porterebbe ad uno scenario catastrofico con il coinvolgimento di entrambe le super potenze.
D’altra parte è ormai acquisito che Washington utilizza cinicamente gli ucraini per i propri interessi, li considera una sorta di “aborigeni” e non come persone. Le popolazioni per gli strateghi di Washington sono soltanto uno strumento che può essere utilizzato per far avanzare i propri interessi e nulla di più. L’esperienza degli iracheni, dei libici e dei siriani è fin troppo significativa.

Trasferimento forze russe in Crimea

Nel caso dell’Ucraina gli USA si servono di questa crisi per far chiudere il gasdotto Nord Stream 2 e rescindere il collegamenti fra Europa e Russia e per questo obiettivo sono disponibili a giocare con la pelle degli altri, degli ucraini in particolare. La stanca retorica della “democrazia e della giustizia” serve soltanto a coprire questi interessi. L’America combatterà contro i russi fino all’ultimo ucraino.
La strategia degli USA e quella di provocare un conflitto limitato in Europa che possa far saltare il progetto del gasdotto tedesco-russo e far rompere definitivamente i rapporti fra Germania Russia, come anche fra il resto d’Europa e la Russia. Questo il vero obiettivo di Washington: impedire il formarsi di un blocco euroasiatico.

veronulla