Non andrà a finire bene

Non andrà a finire bene

di Gennaro Scala –

È tutta la “narrazione” della Cina sul covid (come per tutte le malattie scrivo la parola con il minuscolo) che non è credibile, oppure ci si può credere solo se si ha la volontà di credere in qualcosa, il “socialismo cinese”, oppure può essere una narrazione funzionale a quei governi che intendono combattere il virus con i lockdown e non con l’adeguamento del sistema sanitario. Il virus sarebbe stato bloccato in Cina con un lockdown in una sola regione, l’Hubei, che conta circa 60 milioni, cioè meno di un ventesimo dell’intera popolazione cinese. Il virus non ha circolato in precedenza? Sappiamo per certo che circolava già da novembre-dicembre. Si sarebbe diretto in tutte le nazioni del mondo, ma non è circolato all’interno della Cina? Non è credibile la “scomparsa” del virus nella città di Wuhai, così sostengono le autorità cinesi.

Proviamo ad immaginare, per quanto si voglia bloccare l’intera attività, alcune attività non potranno esserlo, pena la morte per inedia la distribuzione alimentare deve restare, il sistema energetico, le forze dell’ordine, gli ospedali, la nettezza urbana, ecc. e comunque l’intera popolazione dovrà rifornirsi dei generi alimentari, quindi la città non potrà essere bloccata del tutto. Impossibile quantificare in modo preciso, ma diciamo una parte (un quinto, un sesto?) dell’attività dovrà restare. In questa parte il virus continua a circolare. Infatti nessuno che con il lockdown si intenda far scomparire il virus, che sarebbe un progetto folle di “lotta contra la natura”, ma si intendeva “appiattire la curva”, spalmare i casi in modo da non mettere in crisi il sistema sanitario. Eppure viene ritenuto credibile che la Cina abbia fatto scomparire il virus in questo modo.

Lotta contro il virus in Cina

Io non credo affatto che si siano inventato tutto, credo che ci sia stato all’inizio un momento di panico verso un’influenza anomala, peggiore di quella degli altri anni, hanno temuto effettivamente di trovarsi di fronte ad una vera epidemia (quella in cui muore il vicino, il parente, l’amico, il collega di lavoro) che in una megalopoli come Wuhan sarebbe qualcosa di tremendo, considerando poi che potrebbe trasmettersi alle altre 20 e passa megalopoli cinesi. Ma poi si sono resi conto che era soltanto un’influenza più grave di quella degli anni precedenti che falcidia più del solito gli anziani. Si sono resi conto che si trattava soprattutto di un problema a problema sanitario, che possono affrontare visto che non devono seguire i dogmi liberisti, e qui è la vera superiorità del sistema cinese. Ma fa comodo ai governanti cinesi continuare a far credere che “hanno sconfitto il virus”, per ovvi motivi, tanto interni che di immagine internazionale.

Mentre invece nei paesi occidentali il virus è diventato strumento di gestione della crisi e strumento di lotta interna, vedi principalmente Italia e Usa. In Italia si è creato il circolo vizioso tra una popolazione divisa, impaurita, che da anni vede una regressione su tutti i livelli e dal cui seno è uscito un branco di traditori come i 5s, una popolazione fortemente in ansia per il futuro ma che trasferisce l’ansia tutta sul virus, un classico meccanismo psicologico, per dimenticarsi degli altri problemi, che si stanno aggravando anche grazie alla pessima gestione della crisi sanitaria da parte di una classe politica che sfrutta questa paura per superare la crisi di consenso. Per cui adesso ci troviamo in un lockdown strisciante che continua ad avere pesanti effetti su tutto il terziario. Non andrà a finire bene.

Proteste contro il blocco

In questi giorni sta circolando la dichiarazione di Great Barrington sostenuta da migliaia di medici a livello mondiale, in cui si afferma che un’ulteriore lockdown sarebbe disastroso e che nei confronti della malattia la cosa più sensata è proteggere le categorie a rischio. Data la situazione in Italia è possibile fare ben poco, ma che almeno ci sia una minoranza che raggiunga il consenso sulle questioni basilari quando sarà il momento della resa dei conti nei confronti della devastante politica di questo governo.

Fonte: Gennaro Scala

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