L’assassinio di Soleimani

L’assassinio di Soleimani

L’assassinio del generale Soleimani da parte degli americani ha tenuto il mondo sulle spine. Per giorni i media riferivano sulla guerra che stava per scoppiare in Iran. Ci siamo dimenticati dell’uccisione di un altro nemico degli Stati Uniti, Abu Bakr al-Baghdadi avvenuto un paio di mesi fa, con le stesse modalità.

A quanto pare uccidere i nemici preventivamente, sembra essere una strategia ormai accettata. Che sia una difesa preventiva, un’ azione contro un pericolo imminente, il giornale l’Avvenire, citando il famoso filosofo morale Peter Singer, arriva alla conclusione che non sia giustificata.

Come dargli torto

Come può uno stato ricorrere all’omicidio preventivo, seppur sulla base di sospetti, entrando in un altro stato con un drone, per colpire ed uccidere i suoi nemici. Se ci fosse una guerra dichiarata, l’azione sarebbe legittima, in caso contrario il bliz è un omicidio.

Soleimani

Sembra però essere tutto normale, così come la nevrotica messa in scena tra i due stati.

Gli Usa hanno mostrato i muscoli ad uso e consumo del presidente Trump e del suo elettorato in discesa. Dall’altra l’attacco notturno, senza vittime, alla base americana per mostrare alla popolazione dell’Iran una reazione all’omicidio, è sembrata davvero una commedia interpretata a dovere da un regime ormai inginocchiato dalle sanzioni economiche, e da una popolazione divisa ed insofferente al regime. Il Generale Soleimani stava diventando davvero molto popolare, la sua morte invece potrebbe essere favorevole al governo. Sembra quasi si siano messi d’accordo!

Sempre malpensanti…Complottisti….

Tanto tra un paio di settimane nessuno, almeno in occidente, si ricorderà che questo inizio d’anno, tra lo schiaffo del Papa alla fedele cinese e la minaccia della terza guerra mondiale, insieme all’acidità di stomaco causata dal cenone, siamo rimasti attaccati ai tg che macinavano le stesse notizie tutto il giorno, tra borse che perdevano 4 spiccioli e il traffico del rientro dalle ferie natalizie.

Poi tra il perbenismo di chi accusa gli Stati Uniti e coloro che difendono il diritto alla guerra preventiva in difesa del mondo, penso che se avessero ucciso Hitler quando era un giovane soldato, adesso starei scrivendo questo post in russo.

Giusto o sbagliato si capisce solo a posteriori, ma in un mondo almeno apparentemente civilizzato, perché uccidere il nemico quando lo si può imprigionare? Insomma come scrive l’Avvenire

Se l’America è un governo delle leggi e non degli uomini, dovrebbe esserci un processo per decidere della colpevolezza. Dal 2002 vi è la Corte penale internazionale, cui però gli Stati Uniti non hanno aderito

Però poi più in basso mette in risalto questa frase:

Come avremmo reagito se un drone armato avesse individuato Totò Riina dopo l’assassinio di Falcone e prima di quello di Borsellino, e colpito la sua auto con un missile dal cielo?

Avremmo festeggiato in tanti, e alcuni avrebbero temuto di essere colpiti da un missile dal cielo, con enorme giovamento al nostro paese.

Insomma alla fine sembra tutto rientrato, il Generale che ha organizzato l’assedio di massa alla Ambasciata americana di Baghdad, è morto, Trump ha mostrato che gli Usa possono entrare facilmente nei territori dei loro nemici per ucciderli, ed Ibra è tornato al Milan.

Tutto a posto ..no? Non è quello che in fondo pensiamo tutti? Insomma gli USA facciano quello che vogliono, l’importante è che non ci sia la terza guerra mondiale. Che è un po quello che pensavano i politici europei alla fine degli anni 30 mentre Hitler, baluardo contro il bolscevichi, prendeva parte della Cecoslovacchia…

Vi suggerisco di leggere l’interessante approfondimento sulla uccisione del generale Soleimani sul sito analisidifesa.it

Buon Anno 2020…si fa per dire

veronulla

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