La Russia invia 5 aerei con aiuti umanitari in Libano. Aiuti anche dall’Iran

La Russia invia 5 aerei con aiuti umanitari in Libano. Aiuti anche dall’Iran

di Luciano Lago

Nelle difficoltà si riconoscono gli amici e questo detto si può applicare a quanto accaduto in Libano dove ieri un’enorme esplosione aveva scosso il porto della capitale libanese, Beirut, causando oltre 90 morti, 3.500 feriti e grandi perdite materiali nella città e nelle zone circostanti.
Questi aiuti arrivano dalla Russia che ha un rapporto di cooperazione con il Libano e di alleanza con l’Hezbollah libanese che ha dato il suo apporto alla lotta contro i gruppi terroristi in Siria.
Mentre il paese è stretto nella morsa delle sanzioni e dell’embargo USA (assieme alla Siria ed all’Iran), dalla Russia e dall’Iran arrivano tonnellate di materiali e prodotti sanitari per fornire un solleivo ed un aiuto concreto alla popolazione libenese.

Beirut civili in fuga

BEIRUT, LIBANO (10:45) – Il ministero russo dell’emergenza ha dichiarato che cinque aerei sono stati inviati in Libano per aiutare a eliminare i detriti dall’esplosione avvenuta martedì al porto di Beirut.
Il Ministero ha anche annunciato l’invio di specialisti dall’agenzia russa per la protezione dei consumatori a Beirut, kit da laboratorio per testare il coronavirus, i vestiti e i mezzi di protezione.
L’ufficio stampa del ministero ha dichiarato a Sputnik: “Cinque aerei appartenenti al Ministero di emergenza russo saranno inviati come parte del lavoro umanitario a Beirut per fornire assistenza ed eliminare gli effetti dell’esplosione del porto”.
L’ufficio stampa ha aggiunto: “L’aereo trasporterà un ospedale mobile, medici e lavoratori dal centro di soccorso, oltre a specialisti dell’Autorità per la protezione dei consumatori, nonché laboratori per rilevare l’emergente virus della corona, Covid-19”.
Questa mattina anche dall’Iran, la “Mezza Luna Rossa” (la Croce Rossa Locale) ha informato dell’invio tempestivo da Teheran di un carico di aiuti umanitari e di un gruppo specializzato di personale medico destinato al paese arabo del Mediterraneo, considerato un alleato vicino alla Repubblica Iraniana.

Nel frattempo il bilancio delle vittime e dei feriti si fa sempre più grave e si alternano le informazioni circa l’esplosione e le possibili cause.
Sembra certo che nel deposito ubicato nel porto di Beirut si trovavano in giacenza circa 2700 tonnellate di nitrato di ammonio, materiale altamente esplosivo che era stato sequestrato alcuni anni prima ad una nave e lasciato in giacenza senza particolari misure di sicurezza. Si avanza l’ipotesi che siano entrati in azione dei sabotatori sul posto e che questi abbiano fatto brillare il materiale causando il disastro.
Ci sono soltanto due possibili autori interessati a destabilizzare il Libano: Israele e l’Arabia Saudita.

Il primo attraverso il premier Netanyahu aveva minacciato esplicitamente, pochi giorni prima Beirut ed il suo porto, considerato “un pericolo” per Israele; il secondo da sempre complotta per destabilizzare il paese dei cedri ed aveva infiltrato dei suoi agenti dei servizi per sobillare violenze e disordini nel paese.
Hezbollah e il servizio di sicurezza libanese stanno indagando per verificare chi e come ha causato l’esplosione e le responsabilità conseguenti ma non è molto difficile indovinare quali siano gli autori.
I media atlantisti occidentali puntano il dito su Hezbollah, il nemico di Israele e degli USA, come possibile responsabile, come se il movimento avesse alcun interesse a dinamitare la sua stessa casa ed il suo stesso porto. D’altra parte i media occidentali (e quelli italiani in particolare) sono specializzati in disinformazione e manipolazione dei fatti e non è un caso che non ci sia alcuno che accenni alla situazione del Libano, come paese stretto nella morsa delle sanzioni e dell’embargo USA. Non si deve far sapere.

veronulla

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