La megalomania degli ex vassalli rivela un crollo dell’ordine strategico internazionale e l’implosione in corso dell’impero USA

La megalomania degli ex vassalli rivela un crollo dell’ordine strategico internazionale e l’implosione in corso dell’impero USA

Il maresciallo Khalifa Haftar in Libia ha riunito, il 1 ° agosto 2020, tutto il suo staff a Bengasi per ribadire che il suo obiettivo prioritario è quello di espellere la Turchia con tutti i mezzi possibili dalle sue basi in Tripolitania.

L’incontro è stato caratterizzato da un tocco megalomane più accentuato di quello dell’ex regime di Gheddafi, distrutto nel 2011 dalle forze della NATO.
I funzionari generali dell’LNA o dell’Esercito nazionale libico hanno menzionato che l’espulsione delle forze turche dalla Libia è solo un passo nel lungo processo dell’ascesa di quella che designano nei loro scritti come la nuova potenza militare libica. Il secondo passo sarà “liberare il Mediterraneo centrale dagli intrusi della coalizione”. Un vasto programma.

Da parte sua, il Ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha attaccato frontalmente gli Emirati Arabi Uniti, sostenendo che questi ultimi hanno sostenuto organizzazioni terroristiche e che avevano preso iniziative ostili in Libia e in Siria.
Il ministro della Difesa turco menziona pubblicamente, per la prima volta, un cambio di alleanza tra gli Emirati Arabi Uniti in Siria, confermando numerose informazioni sul nuovo posizionamento di Abu Dhabi contro la Turchia in Siria e a favore di Damasco (formazione di “una forza militare siriana d’élite, riavvicinamento con la Russia, contatti tra Emirati e servizi segreti siriani, ecc.)

La Turchia afferma di voler rendere responsabile Abu Dhabi al momento e nel luogo appropriati, scatenando una rabbia senza precedenti all’interno della famiglia degli Emirati al potere per la quale era la dichiarazione di troppo che segna ostilità della Turchia.

Erdogan pres. Turchia

Anche la Turchia ha una logica megalomane in netta ascesa e le sue ambizioni geostrategiche lo dimostrano abbastanza finora, ma la sua influenza sul mondo musulmano è reale e non è mai stata così forte dai tempi dell’Impero Ottomano. Accanto a un’influenza culturale che troppo spesso è stata sottovalutata come epifenomeno trascurabile, i turchi vogliono chiaramente assumere il ruolo sia dell’Impero delle steppe, dell’Impero bizantino e dell’Impero ottomano (Istanbul fu in effetti la capitale degli ultimi due imperi sotto la denominazione di Costantinopoli e della Sublime Porta) giocando a trovarsi uno spazio fra le rovine di quanto resta del Progetto fallito del nuovo secolo americano (The New American Century) per ottenere un buon posto sotto il Sole.

Terroristi filo turchi trasferiti in Siria

Questa megalomania di ex alleati che sono diventati nemici, come la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti o persino il più caricaturale dei due governi rivali in Libia, ci rivela che il vecchio ordine internazionale ereditato alla fine della seconda guerra mondiale è in gran parte crollato e ora tutto ciò che rimane è l’arma da un dollaro USD per consentirgli una parvenza di egemonia. L’Impero è in piena implosione come avvenne per l’ex Unione Sovietica tra il 1985 e il 1990, nonostante la persistenza di un immenso potenziale militare spesso ineguagliabile.

Questo è quello che fa correre le pedine a posizionarsi dove gli spazi riservati al Re su entrambi i lati della scacchiera risultano vuoti.

Fonte: Stategika 51

Traduzione: Luciano Lago

veronulla