Il mio virologo è più bello del tuo

Il mio virologo è più bello del tuo

di Riccardo Paccosi

Riflessioni laiche nell’era dell’integralismo para-religioso

Da un po’ di giorni, si sente esternare su media e tv il virologo nonché fondatore dell’Istituto Italiano di Virologia Giorgio Palù.
In sostanza, questi sostiene quanto lo stesso OMS sosteneva fino a giugno, ovvero che i positivi asintomatici siano in larga prevalenza non contagiosi.

Se confermato, questo significherebbe che le basi su cui è costruita la nuova emergenza in corso sono mendaci: difatti, vi è oggi un aumento di morti e ricoverati ch’è contenuto ma che, al contempo, risulta preoccupante poiché – sostiene la narrazione istituzionale – se rapportato all’aumento massiccio di positivi starebbe a indicare una dinamica di crescita esponenziale dei decessi e delle terapie intensive simile a quella di marzo scorso.
Ebbene, è proprio la certezza di tale correlazione tra positivi asintomatici e aumento in corso di morti e ricoverati – nonché la conseguente ineluttabilità di nuovo lockdown – che, qui, viene decisamente contestata.

Io non so chi abbia ragione. Anzi, c’è un’affermazione di Palù che mi lascia persino interdetto: egli sostiene che i ricoverati in terapia intensiva siano attualmente pochi mentre, da più parti, arriva invece voce di un imminente sovraffollamento e collasso dei reparti.
Dunque, dove si colloca la verità?

Io non lo so ma, da ignorante e da lavoratore di uno dei settori a rischio collasso, posso trarre almeno tre considerazioni generali:
a) non esiste una verità unitaria e condivisa bensì il mondo scientifico è – oggi proprio come otto mesi fa – nettamente diviso al suo interno;
b) la perentoria e assolutistica attribuzione di verità che la maggioranza dell’opinione pubblica conferisce alla tesi istituzionale, non è un fenomeno collegato alla scienza bensì alla sempiterna tendenza del genere umano alla pedissequità nei confronti del potere costituito;
c) se sussistono legittimi dubbi sulle basi scientifiche che reggono la prospettiva d’un secondo lockdown, questo dovrebbe essere sufficiente a rimarcare con maggior forza il problema dei milioni di persone che perderebbero il lavoro.

In un’intervista, Palù deride la viro-star Andrea Crisanti affermando che questi non è un virologo ma soltanto un “esperto di zanzare”.
Ora, sarebbe facile buttarla nel basso tifo da stadio con “il mio virologo è più bello del tuo”: negli ultimi mesi, infatti, abbiamo dovuto assistere anche a questo tipo di degradazione della dialettica politica.

Posti di blocco e lockdown

Ma ciò non porterebbe a nulla. Piuttosto, i sostenitori dell’idea che il piano istituzionale coincida sempre e comunque con la Verità, dovrebbero iniziare a riflettere su due questioni:
a) come già detto, non c’è alcuna “verità scientifica” unica e condivisa nel mondo della virologia;
b) il secondo lockdown potrebbe colpire anche i settori che hanno avuto nei mesi scorsi il reddito garantito, i quali coincidono per l’appunto coi sostenitori aprioristici del punto di vista istituzionale.

Fonte: Riccardo Paccosi

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