Droghe. La nuova strategia europea non va bene

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Un passo indietro rispetto alla posizione storica dell’Unione Europea con un forte ritorno all’approccio “law and order“, il grave depotenziamento delle politiche sociali e sanitarie ed un quasi sparizione del tema dei Diritti Umani, una scarsa attenzione ai temi della ricerca, del monitoraggio e delle evidenze scientifiche ed il forte rischio di rinforzare la stigmatizzazione del fenomeno e dei suoi attori“. Questi sono i principali rilievi che la Società Civile ha posto all’attenzione del Governo italiano con un appello rispetto alla discussione sull’Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d’azione 2021-2025 lanciato oggi.

A firmare il documento Forum Droghe, la Società della Ragione, Associazione Luca Coscioni, EUmans, Science for Democracy, Associazione Antigone, CGIL Nazionale, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, LILA Nazionale, ITARDD – Rete Italiana Riduzione del Danno, Parsec Consortium, CAT-Cooperativa sociale.

Si è avuto “un processo opaco di costruzione e consultazione sul nuovo testo” denunciano le associazioni nel loro appello, chiedendo al Governo italiano “un attento esame del testo, in ragione del valore strategico e del ruolo di indirizzo che Strategia e Piano d’azione comunitari giocano, in Europa e negli Stati membri, per un approccio alle politiche sulle droghe equilibrato, efficace, basato sulle evidenze scientifiche e sul rispetto dei diritti umani.

In un quadro internazionale in grande fermento, la Società Civile teme inoltre che “il debole aggancio ai documenti più avanzati a livello globale, come lo UNGASS Outcome Document del 2016 e il rischio della perdita di una dimensione comunitaria coesa e di un ruolo centrale dell’Unione nel dibattito globale“.

L’Agenda Europea sulle Droghe e sul Piano d’azione 2021-2025 sarà presto in discussione presso lo Horizontal Working Party on Drugs (HDG) e per questo i promotori invitano il Governo ad intervenire “chiedendo in quella sede una modifica dell’impianto proposto dalla Commissione, nella direzione di un approccio maggiormente bilanciato tra politiche per la riduzione dell’offerta e della domanda, aggiornato ai profondi mutamenti del fenomeno dei consumi, basato sulla seria valutazione dell’impatto e dei risultati della precedente Strategia e dei due precedenti Piani d’azione, e realmente basato sulle evidenze e sul rispetto dei diritti.

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